Con l’entrata in vigore del recente Decreto Legislativo sul lavoro sportivo, il calcio italiano registra un cambiamento storico: è ora possibile stipulare contratti fino a otto anni. Una svolta dopo oltre quarant’anni, destinata a plasmare nuovi modelli per club, procuratori e calciatori.

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Nuova durata contrattuale: nessun impatto sugli ammortamenti

L’avvocato Visone spiega che, nonostante l’estensione fino a otto anni, gli ammortamenti restano fermi a cinque anni secondo la normativa italiana. Ciò significa che, anche con un accordo di lunga durata, il costo del cartellino verrà distribuito su un periodo contabile di cinque anni, senza alcun beneficio immediato in termini economici.

Più flessibilità nella costruzione del contratto

La riforma consente ai club di adottare strumenti contrattuali più sofisticati: bonus legati ai risultati, aumenti graduali e clausole rescissorie differenziate. L’obiettivo è allinearsi ai modelli più avanzati in Europa, funzionali a una programmazione a lungo termine, anche se l’impatto sugli ammortamenti rimane limitato rispetto a Paesi come l’Inghilterra.

Strategie diverse per club solidi e in difficoltà

Le società con bilanci sani potranno completare l’ammortamento in cinque anni e puntare a realizzare plusvalenze nel biennio successivo.

I club in sofferenza economica potrebbero spingere per modificare le regole contabili, simili a quelle della Premier League, per diluire i costi su otto anni.

Giovani talenti vs calciatori affermati

Giovani (22–23 anni): benefici dal punto di vista della crescita professionale e della sicurezza contrattuale, con ingaggi crescenti e bonus legati a tappe prestabilite.

Over 25: necessità di accordi più flessibili, con clausole legate a presenze, rendimento o performance specifiche.

Clausole rescissorie e tutele contrattuali

Visone richiama l’importanza di evitare clausole vessatorie, come l’esclusione ingiustificata. L’avvocato evidenzia inoltre che, secondo l’Articolo 17 del Regolamento FIFA, è possibile inserire clausole che prevedono un indennizzo per la società se il calciatore over 28 rescinde anticipatamente senza giusta causa.

Novità anche a livello dilettantistico

Per sostenere i giovani, la norma consente fino a tre rinnovi contrattuali entro i 20 anni, offrendo maggiore stabilità economica e professionale nella fase iniziale della carriera.

 

 

Vincenzo Visone
Avvocato Civilista